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Igenizzazione hotel durante Coronavirus

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Igenizzazione hotel durante emergenza Coronavirus

Come gestire l’igenizzazione in hotel durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus?

Durante la conferenza stampa tenutasi in domenica 26 Aprile, il presidente Conte ha illustrato, brevemente, e in modo ancora molto generale, le procedure che verranno implementate durante la fase 2; in questo senso, un comparto che ancora aspetta di ricevere risposte è quello turistico, tra le domande più frequenti: come gestire l’igenizzazione in hotel durante l’emergenza Coronavirus?

L’estate è alle porte e, complice anche il lockdown durato due mesi, gli italiani scalpitano per sapere se potranno o meno godersi le meritate vacanze estive.

Non solo, anche i gestori di hotel, b&b, boutique hotel e agriturismi, dopo le perdite subite dai mancati introiti dei ponti pasquali e del 1 maggio, hanno assoluta necessità di ripartire, adattando ovviamente le proprie strutture alle nuove linee guida presentate da governo e istituzioni locali.

Prevenzione, igiene e sicurezza

Queste le parole chiave che dovranno rispettare i gestori delle strutture ricettive, durante la riapertura delle attività all’interno della così detta Fase 2.

  1. Prevenzione: Prevenire la creazione di situazioni potenzialmente pericolose, evitare assembramenti, dividere gli spazi comuni in modo che siano rispettate le distanze di sicurezza. E allora via a scanner per la temperatura, protezioni di plexiglass e distanziamento tra i tavoli nelle aree ristorante. Compito di direttori e proprietari: la prevenzione della creazione di possibili focolai. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha invitato le strutture ricettive a compilare un vero e proprio “Piano di azione”  che comprenda le pratiche messe a punto per garantire la sicurezza e la prevenzione.
  2. Igiene: L’OMS, tra gli altri suggerimenti, invita le strutture ricettive a tenere un “diario delle azioni”, cosa si intende? Stiamo parlando di un vero e proprio documento (che può essere cartaceo ma anche online), in cui vengono elencati gli interventi di sanificazioni per tipologia, data, da chi sono stati eseguiti e dove. Questo tipo di controllo, è molto utile per due motivi: da un lato permette di essere completamente trasparenti nei confronti di eventuali controlli, dall’altro, di tenere monitorata la situazione in modo costante e intervenire, aggiustando, se necessario, con azioni diverse. Le camere e le aree comuni dovranno essere igenizzate seguendo le linee guida indicate dal governo nazionale o dalle singole regioni, al fine di garantire la totale sicurezza degli spazi.
  3. Sicurezza: Gli ambienti dovranno essere sicuri, soprattutto per anziani e soggetti più fragili come ad esempio le persone immuno-depresse o con patologie pregresse. “Le attività di housekeeping dovranno essere scrupolose ed effettuate secondo controlli rigidi”, questo si legge ancora, sul documento stilato dall’OMS. L’attenzione non andrà posta solo verso le azioni “normali” di igenizzazione degli spazi ma si dovrà prestare un occhio di riguardo in più alla gestione dei rifiuti e/o di quei comparti di arredo che vengono toccati da molte persone: pensiamo ad esempio ai pulsanti degli ascensori o al bancone della reception.

Come garantire il rispetto delle norme in termine di igenizzazione?

Non è facile essere certi di assicurare prestazioni elevate e controlli impeccabili. La tecnologia può sicuramente essere un valido supporto per tenere traccia degli interventi di sanificazione (oltre che per “dimostrarli” in caso di eventuale controllo).

In questo frangente, la scelta di digitalizzare la gestione del processo di housekeeping e manutenzione all’interno del proprio hotel, risulta essere particolarmente lungimirante.